Il Laos è l’unico sato del sud-est asiatico che non ha sbocco sul mare. È uno stato piccolo, lungo meno di 1000 chilometri e largo appena 100, nelle zone di massima estensione.

Tra le sue terre, composte in maggior parte di montagne e altopiani, scorre il fiume Mekong, una lunga lingua d’acqua marrone che segna i confini con la Birmania e la Thailandia.Un territorio perfetto per un viaggio avventuroso alla scoperta di un territorio e di una popolazione che sono rimasti legati alla tradizione.

Si può entrare nel Laos dalla frontiera con il Vietnam, un viaggio di cento chilometri su una strada di terra rossa che si inerpica per le montagne fino ad arrivare a Muang Khua, dove la strada finisce.

Da qui un’imbarcazione può portarvi fino al villaggio successivo Muang Noi, un gioiello fatto di case di legno e paesaggi meravigliosi. Qui non c’è elettricità né tantomeno rete per i cellulari, solo silenzio e natura e animali che mai avreste pensato di vedere.

Di nuovo in barca per arrivare finalmente a Luang Prabang, l’antica capitale del Regno del Laos, ora diventata la principale meta turistica. La città è sotto la tutela dell’Unesco dal 1995 a salvaguardia dei suoi templi buddhisti (circa 32).

Da Luang Prabang a Vang Vieng si può arrivare in poche ore di viaggio sul mezzo di locomozione titpico di queste zone, lo sawngthaew, ossia un furgone con un paio di assi di legno nel cassone a far da sedile.

Vang Vieng è nota soprattutto per la droga che viene venduta nei negozi e nei bazar del luogo e per la happy pizza, una margherita rivisitata con marijuana e metanfetamine.