Barcellona attrae ogni anno milioni di visitatori per le ragioni più svariate tra le quali è doveroso menzionare la presenza di una struttura esemplare del movimento del Bauhaus, progettata nel 1929 dall’architetto e designer tedesco Ludwig Mies Van De Rohe, nota come il padiglione di Barcellona.

Mies van De Rohe ideò il padiglione in occasione dell’esposizione universale, in seguito alla quale, come tutte le altre strutture effimere della manifestazione, fu smantellato, per essere poi ricostruito negli anni ottanta.

Il padiglione pensato da Van De Rohe è esemplare per le novità introdotte, quelle della «pianta libera e degli spazi fluenti».

L’edificio si poggia su un basamento di travertino e presenta una copertura piatta, sostenuta da otto colonnine cruciformi sottili che lo rendono “leggero” e perfettamente integrato con gli spazi esterni.

Come predisse, infatti, Georg von Schnitzler, quest’opera architettonica «da voce allo spirito di una nuova era».

Se si riflette sulla struttura del padiglione come sugli arredi interni, non si può considerare quanta parte, queste significative innovazioni architettoniche e di design, abbiano avuto sia in epoca moderna che in quella contemporanea.

Persino l’arredamento degli anni settanta ed ottanta vi si ispirò, e il pensiero corre, affettuosamente, alla Poltrona Barcellona, dello stesso autore, o alla sedia Brueuer, i modelli ancora presenti nelle abitazioni di oggi e divenuti oggetti di culto.