Una sfida, una scommessa. Chiamare il gotha dell’architettura mondiale a cancellare in pochi anni le cicatrici di un secolo di devastazioni.

La nuova capitale Berlino non ha voluto accontentarsi di interventi minimali, ripristinatori o addirittura conservativi. Andava rifatto tutto ex novo.Ed ecco che, libere di sbizzarrirsi, le più grandi firme dell’arte mondiale hanno creato un paesaggio che non ha confronti. Per i detrattori, il primo paesaggio griffato della storia.

Non si può partire, naturalmente, se non dall’occhio del ciclone, ossia la nuova Potsdamer Platz di Renzo Piano. Due altissime torri segnano il punto di partenza di un tour tra uffici, cinema e gallerie della città del futuro.

Sono high-tech i palazzi progettati da Norman Foster, di vetro e acciaio il Forum Sony, opera di Helmut Jahn. Ma questi sono solo un esempio delle decine gli edifici da scoprire, anche in altre zone della città.

Frank O. Gehry, autore del Guggenheim Museum di Bilbao, ha costruito all’interno della DG Bank, accanto alla Porta di Brandeburgo, una scultura abitabile, somigliante ad un guanto, quasi completamente di zinco, che serve da sala riunioni.

A Leoh Ming Pei, il “profanatore” del Louvre con le sue lucenti piramidi di cristallo, è stato affidato l’ampliamento del Deutsches Historiches Museum.

Un tour a parte meriterebbero poi le nuove ambasciate, erette a tempo di record in vari quartieri della città. Anche qui una gara di originalità, dove spicca maggiormente quella olandese con i suoi due cubi di cristallo.

Per chi ama l’arte contemporanea, Berlino è quindi la meta giusta.