Una meta insolita, ma sicuramente molto affascinante per chi non ama le vacanze “standard” è il Borneo. È la terza isola del mondo per superficie (dopo la Groenlandia e la Nuova Guinea) e si divide tra la Malesia, il Brunei e l’Indonesia, creando così una commistione non solo geografica, ma anche culturale unica al mondo.

Il punto più alto dell’isola è il Monte Kinabalu, nel Sabah, con un’altezza di 4095 metri sul livello del mare e qui, per rimanere in tema di grandi numeri, il maggior fiume è il Kapuas, il più lungo dell’Indonesia.

Cosa vedere nelle foreste del Borneo

Visitare il Borneo significa mettersi alla scoperta di una verità praticamente infinita di flora e fauna. Si trovano infatti quasi 15mila specie di piante da fiore, 3000 alberti, 221 mammiferi, 420 uccelli e, fra tutti gli animali che vivono nella foresta del Borneo, va ricordato specialmente l’orang utang in quanto questo è il suo unico habitat esistente. Tra gli altri si possono ammirare gli elefanti, il rinoceronte di Sumatra, l’orso malese e il leopardo nebuloso del Borneo. Per ammirare tutti questi animali due sono i centri consigliati: Semenggoh e Spilok

Del resto, nel Borneo, nonostante il disboscamento degli ultimi anni, persistono ampie porzioni di foresta pluviale primaria, ossia ancora incontaminata, e nelle vicinanze si trovano i più importanti parchi nazionali della zona. Avventurarsi qui da soli significa essere un po’ folli, ma allo stesso tempo anche molto preparati perchè il sottobosco è fittissimo e si procede solo su sentieri già battuti con molti dislivelli e una difficoltà aggiuntiva data dall’umidità persistente.

Per visitare questa foresta dunque, l’escursionista, può concedersi una gita nei Parchi del Borneo e non pensate che sia più facile: animali, rettili e insetti anche di grosse dimensioni sono ovunque e non devono spaventare. Chi sceglie questa tipologia di approccio solitamente è accompagnato da una guida e si prepara ad un’escursione di diversi giorni. Per chi preferisce un approccio invece più “morbido” il parco Bako offre dei sentieri più facili e attrezzati da poter percorrere da soli, senza guide.

Le etnie del Borneo: i tagliatori di teste

Altra esperienza interessante in Borneo è quella di entrare a contatto con le tribù autoctone  dei “Dayaki” detti anche tagliatori di teste che, a loro volta, si dividono tra Iban e Bidayuh. Questo ceppo indigeno è di religione animista e si dedica alla caccia e all’agricoltura. I segni distintivi sono l’allungamento del lobo dell’orecchio, in segno di prestigio, i tatuaggi, e il tagliare le teste ai nemici, da qui il loro nome. Il motivo di questo gesto risiede nella credenza per cui il cranio è il contenitore dell’anima e portare a casa teste nemiche era un modo per nutrire la tribù e la terra oltre a “rubare” il potere del caduto.

Molte persone appartenenti a questa particolare etnia vivono ancora nei loro villaggi originari e, nonostante amino il loro isolamente e vogliano preservare la loro terra, sono integrati nel tessuto sociale del Borneo. Al contrario dei Penan, un’altra tribù locale che invece non vuole minimamente inserisi o “immischiarsi” con l’Occidente. Sono talmente chiusi e riservati che non si sa nemmeno precisamente quanti siano i membri di questa “tribù”.

Quando andare nel Borneo

Il clima del Borneo è equatoriale e, quindi,  mite praticamente tutto l’anno. Ecco perchè per sfuggire all’inverno questa è la meta giusta per voi. Grazie alla sua posizione geografica sull’Equatore infatti le temperature sono sempre tra i 24 e i 32 gradi, ma con un’umidità molto elevata che fa scatenare, praticamente ogni giorno, forti temporali nel tardo pomeriggio e nella sera.