Gli effetti della Brexit, l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, si faranno sentire non soltanto su politica, economia e lavoro, ma anche nel settore del turismo. Probabile che si verifichi un netto calo dei flussi turistici da e per il Regno Unito, almeno nel breve periodo. Vediamo quali potrebbero essere le conseguenze per i viaggiatori italiani.

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Finché l’uscita di Londra dall’UE non sarà formalizzata, e ci vorranno almeno un paio di anni, i cittadini italiani potranno continuare a recarsi nel Regno Uniti muniti di carta d’identità valida per l’espatrio. Tuttavia, in seguito è molto probabile che per entrarvi sarà necessario il passaporto. Non è certo che Downing Street voglia imporre l’utilizzo di un visto turistico ai cittadini europei, perché a quel punto diventerebbe pressoché certa un’imposizione analoga da parte degli altri stati dell’Europa a 27. In quel caso, si complicherebbero certamente le procedure burocratiche doganali all’ingresso in UK.

Voli aerei

Nel settore aereo ci saranno ripercussioni negative per le low cost, con meno voli sulla Gran Bretagna: Ryanair ha già fatto sapere che rischia di non poter più assicurare collegamenti tra Regno Unito e resto d’Europa come compagnia irlandese (e l’Irlanda è un paese fortemente legato all’UE) e Easyjet potrebbe trasferire la sede centrale nell’Europa continentale. Uno studio dell’Associazione britannica degli agenti di viaggio prevede un aumento dei costi dei voli da e per il Regno Unito e una diminuzione di questi ultimi a causa delle incognite burocratiche legislative. Decisamente allarmante la visione di Peter Long, ex numero uno del gruppo Tui, secondo cui la Brexit potrebbe comportare gravi problemi in materia di sicurezza, dal momento che Londra non potrebbe più contare sulla stretta collaborazione con gli altri Paesi dell’Ue per quanto riguarda la lotta al terrorismo.

Servizi in viaggio

Qui le incognite sono parecchie. Gli accordi UE coinvolgono molti aspetti della vita dei viaggiatori, tra cui quelli legati alla copertura sanitaria (con la tessera europea di assicurazione si gode della stessa copertura di un cittadino locale), ai costi del roaming per gli smartphone, passando dai biglietti Interrail e alle assicurazioni di viaggio. Tutto questo potrebbe essere ridiscusso in un senso o nell’altro.

Moneta

Com’era prevedibile, la Brexit ha condotto a un’immediata, massiccia svalutazione della sterlina, mai così debole dal 1985, e a un conseguente aumento del potere d’acquisto per chi approda a Londra carico di valuta estera, euro compresi. Si parla di percentuali attorno al 15-18%, per cui ciò che prima ci sarebbe costato 10 euro, ora ci costerebbe poco più di 8. E questo, almeno per l’estate 2016, potrebbe essere l’unico effetto positivo del terremoto Brexit.

Turisti britannici in Italia

Già prima del referendum il premier David Cameron aveva provato ad avvisare i propri cittadini sulle ripercussioni della possibile vittoria del “Leave”, sottolineando come in tal caso ogni vacanza in un paese europeo sarebbe costata alle famiglie britanniche 330 euro in più a testa. Ogni anno l’Italia accoglie oltre 3 milioni di turisti britannici (quarti alle spalle di tedeschi, americani e francesi): è probabile che queste cifre si possano abbassare nel medio periodo.