Identità personale, sesso, razza, lavoro, e classe sociale non esistevano più durante il Carnevale a Venezia, dove ognuno poteva essere, almeno per quei giorni, ciò che voleva e desiderava. Fu questo lo spirito che animò fin dal XIX secolo lo storico Carnevale italiano, quello dove sicuramente si possono osservare le maschere più pittoresche e tipiche della tradizione della laguna.

Tra le strade, o per meglio dire, tra le calle, non esistevano più titoli particolari per i saluti, ma bastava un semplice “Buongiorno Siora Maschera” per indicare che nei giorni di Carnevale a Venezia si entrava in un atmosfera surreale, quasi magica, dove poteva accadere di tutto. Le maschere tipiche di Venezia, le baute, venivano costruite da dei veri e propri artisti e pittori, che creavano le decorazioni e le adattavano ai visi. Naturalmente i più ricchi potevano avere le più belle, ma per volontà del Doge che resse la Repubblica di Venezia fino all’avvento di Napoleone, i costi delle baute erano diversi in modo che tutti potessero permettersele (per maggiori info sul Carnevale a Venezia e le baute cliccate qui).

La bauta celava completamente l’identità del mascherato, e anche il sesso, anche se per non confondersi tra uomini e donne esisteva una bauta femminile e una maschile. Queste avevano un naso diverso, in modo da non rischiare di abbordare qualcuno del proprio sesso. Il Carnevale a Venezia era infatti anche un modo per il libertinaggio e per scrollarsi di dosso i valori morali tipici della civiltà cattolica. In pratica l’adulterio era permesso nel Carnevale, e il periodo in cui legalmente si poteva portare la bauta andava da Santo Stefano a Martedì Grasso (per altre info sul Carnevale a Venezia cliccate qui).

Quest’anno il via del Carnevale e quindi dei travestimenti, sarà il 22 febbraio, mentre la chiusura è prevista per il 4 marzo. Naturalmente ormai non esiste più la possibilità di poter trasgredire come ai tempi del doge, e quello che rimane è solo il ricordo e la commemorazione di eventi che venivano vissuti con grandissimo rispetto nei secoli scorsi a Venezia (per info su altri Carnevali tipici cliccate qui).

photo credit: Alaskan Dude via photopin cc