In questi giorni si parla delle manifestazioni carnevalesche di tutta Italia che tra poco coloreranno le città con carri allegorici, maschere stravaganti, coriandoli e stelle filanti, ma io oggi, essendo milanese, vorrei parlarvi del Carnevale Ambrosiano.
Perchè la manifestazione meneghina non finisce il martedì grasso come quello del rito romano e quali sono le sue origini?
Innanzitutto, voglio precisare che, nonostante il Carnevale è contraddistinto da grandi festeggiamenti, maschere di ogni genere e carri allegorici spiritosi (a volte fin troppo ironici), il Carnevale è una festa cattolica ed il suo nome significa “carnem levare”, proprio per indicare il banchetto del martedì grasso che precedeva il lungo periodo di astinenza e digiuno della Quaresima.
Il perchè del Carnevale Ambrosiano che termina dopo tutte le altre manifestazioni carnevalesche ce lo dice la storia: Sant’Ambrogio era in pellegrinaggio, ed il popolo di Milano decise di aspettarlo per i festeggiamenti nonostante il suo ritardo, così le liturgie della Quaresima furono posticipate. Oggi infatti, il Carnevale Ambrosiano finisce sempre il sabato, esattamente 40 giorni prima della Pasqua, mentre il rito romano finisce il Martedì Grasso, che precede il Mercoledì delle Ceneri.
La maschera tipica di Milano è Meneghino, il nome deriva da “Domenichino”, domestico così chiamato dalla nobiltà meno abbiente che poteva permetterselo solamente la domenica.
Meneghino è forse l’unico costume a non indossare una maschera; impersona un servitore un po’ rozzo, ma simpatico e generoso, con calzoni corti, calze a righe, un cappello a forma di tricorno e accompagnato sempre dalla sua amata moglie Checca.
Anche quest’anno, Meneghino con Colombina, Arlecchino, Pantalone, Gianduja e Balanzone sfileranno in Piazza Duomo e dintorni, insieme alle altre maschere, per colorare la bella città di Milano con eventi e manifestazioni che si susseguiranno nei giorni dal 4 all’8 marzo 2014.

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