Il Carnevale di Cento è uno dei più antichi d’Italia tanto da essere immortalato in un affresco del 1615 a cura del pittore centese  Gian Francesco Barbieri che dipinge ‘il Berlingaccio’, una maschera centese, che prende parte a una festa di palazzo indetta dal magistrato cittadino. L’usanza dell’apertura del Carnevale da parte delle istituzioni sono perpetuate fino ai giorni nostri annoverando la cittadina di Cento tra i Carnevali più importanti d’Europa (per info su altre usanze storiche del Carnevale cliccate qui).

Ogni domenica, dal giorno di apertura a quello di chiusura della manifestazione, che quest’anno si aprirà il 16 febbraio e si chiuderà il 4 marzo, sfilano i famosi carri di cartapesta che passano per la via principale dove la gente si mette ai lati della strada per ammirarli. Il Carnevale di Cento è gemellato dal 1993 col Carnevale di Rio de Janeiro, il più famoso del mondo, e ne riprende alcune caratteristiche, tra cui i vestitini quasi inesistenti delle donne tribali brasiliane che vengono riprodotti anche in Italia per la gioia di numerosi maschietti. Le ultime edizioni del Carnevale hanno fatto infatti registrare un bum di presenze che superano le 340000 (per maggiori info su usanze brasiliane cliccate qui).

I carri carnevaleschi vengono costruite dalle associazioni I Ribelli, Il Risveglio, I Ragazzi del Guercino, Mazalora, I Toponi e il Riscatto. Le creazioni di cartapesta possono raggiungere i 6 metri di altezza e i 20 di lunghezza, e sono completamente automatizzati  con marchingegni meccanici e idraulici. Ogni associazione fa sfilare il proprio carro, con gente a bordo, e lo fa precedere da persone dell’associazione mascherate che fungono da araldo.

La sfilata dei carri viene aperta dalla maschera centese di Tasi, risalente al XIX secolo, che rappresenta il ghiottone amante del buon vino, tanto da preferire un bicchiere di vino pregiato alla propria moglie. Il Carnevale di Cento si conclude proprio con la lettura del testamento di Tasi, che ridicolizza alcuni personaggi illustri, spesso politici, di Cento o d’Italia, per poi essere bruciato (per info su altri Carnevali cliccate qui).

photo credit: Stefano Liboni via photopin cc