Il Carnevale di Ivrea è un evento unico e speciale annoverato tra i Carnevali storici della nostra Penisola e di rilevanza internazionale come quelli di Cento, Venezia, e Viareggio. Storia, tradizioni e folclore tipicamente italico si fondono nella città piemontese che da più di due secoli mette inscena il proprio rituale carnevalesco che rievoca lotte per l’indipendenza e per la libertà legate alle insurrezioni rivoluzionari francesi e carbonare.

La data di nascita ufficiale è il 1808, mentre l’evento cardine che richiama turisti da tutto il mondo e la storica ‘Battaglia delle Arance’. Le origini dell’evento sono incerte, ma si capisce benissimo che si tratta di una metafora della guerra tra popolo irritato e un tiranno oppressore, cosa tipica nella storia medievale e moderna del nostro Paese e d’Europa. Sui carri ci sono infatti gli sgherri del tiranno, che combattono sfilando sul simbolo del potere, mentre per strada a piedi c’è il popolo, più numeroso ma meno organizzato che si batte per il proprio diritto alla libertà (per info su altri Carnevali pittoreschi cliccate qui).

La battaglia si svolgerà quest’anno domenica 2 marzo che per questa ragione sarà una giornata particolare per il Carnevale di Ivrea e alla fine la banda che si è distinta maggiormente per coraggio e ardore viene premiata da un’apposita commissione che ne riconosce ufficialmente il valore. Pur essendo un avvenimento di tiratura internazionale spesso ci si interroga sul grandissimo spreco di arance e sulla sporcizia che si genera in città, inoltre diverse persone rimangono ferite durante le fasi della battaglia (per info su altri Carnevali tipici cliccate qui).

Ciò che caratterizza l’avvenimento, è appunto il simbolo della battaglia che rievoca le lotte risorgimentali che hanno visto il nostro Paese opporsi a potenze tiranniche straniere rappresentate si dall’Austria che dagli stessi monarchi assoluti dei piccoli stati italiani che si opposero per secoli all’indipendenza italiana (per maggiori info sul Carnevale di Ivrea cliccate qui).

photo credit: Sara Fasullo via photopin cc