Il Carnevale romano ha origini antichissime che vanno ricercate nelle tradizioni pagane della Roma imperiale. È infatti derivazione diretta dei Saturnalia dedicati alla divinità romana Saturno, cristianizzati dalla Roma papalina che ne fece una festa di scherzi e divertimenti per dare libero sfogo alle varie frenesie della cittadinanza prima di rientrare nei ranghi e prepararsi alla Pasqua. Il Carnevale romano, come gli altri Carnevali, precede infatti la Quaresima. Quest’anno inizierà il 2 febbraio e finirà, come di consueto, martedì 4 marzo.

Fino al XV secolo i festeggiamenti si svolgevano a Testaccio (per altre info sul quartiere Testaccio cliccate qui), proprio come l’ antica celebrazioni pagana, ma il pontefice Paolo II decise di tracciare un solco tra le due celebrazioni obbligando i romani e festeggiare il Carnevale nella via Lata, l’odierna via del Corso.

Evento principale della celebrazione è la corsa dei cavalli Berberi, Gli equini venivano radunati sotto l’obelisco di Piazza del Popolo, attorno alla quale venivano allestiti dei palchi per i nobili e per gli alti prelati. Il popolo seguiva la corsa affacciandosi alle finestre di via del Corso o lungo la strada e alle pendici del Pincio (per info su altre tradizioni carnevalesche cliccate qui).

Per incitare i cavalli gli stallieri, chiamati barbareschi, attaccavano lungo la groppa degli animali delle palle di pece con degli spilli in modo da stimolare la carica dei cavalli. Degli spari a salve sancivano l’inizio della corsa che portava le povere bestie fino a Piazza Venezia, dove gli stallieri dovevano arrestarne la folle corsa.

Nel 1874 il re Vittorio Emanuele II abolì l’evento a causa di un ragazzo che morì travolto dalla mandria mentre assisteva alla corsa. Da quel momento il Carnevale Romano perse la sua importanza ed è oggi solo una ricorrenza priva di un vero spessore. Per via del Corso si possono infatti trovare bimbi e genitori che tirano coriandoli e fanno schiamazzi in strada, mostrando le maschere in voga del momento, le quali riproducono o personaggi storici o pseudo storici come Cassandrino, Meo Patacca, Rugantino, ecc, o attori o anche personaggi dei fumetti (per info su altri Carnevali cliccate qui). Da qualche anno associazioni in collaborazione con il Comune organizzano piccole sfilate per via del Corso, e anche una corsa di cavalli commemorativa, niente a che vedere con l’antica corsa ma senza dubbio rievocativa e suggestiva.

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