Come di consueto anche quest’anno a cavallo tra febbraio e marzo, precisamente da sabato 22 febbraio a martedì 4 marzo (Martedì Grasso) Venezia ospiterà uno dei più famosi Carnevali di Italia, tanto pittoresco, suggestivo e romantico da attirare migliaia di turisti provenienti da diverse parti del mondo, dall’America al Giappone.

Le origini del Carnevale Veneziano risalgono al X secolo d.C., quando si commemorava, secondo le cronache della Repubblica Veneziana, nel giorno di Giovedì Grasso la vittoria del Doge Vitale Michiel sul Patriarca di Aquileia nel 1162. Ogni anno i cittadini di Aquileia dovevano mandare, per ricordare la sconfitta, dei capi di bestiame in regalo alla Repubblica di Venezia.

Il Doge per quel giorno aveva stabilito festeggiamenti con fuochi d’artificio, saltimbanchi, e il tipico Volo dell’Angelo a cui tradizionalmente si sottoponeva un prigioniero turco che avrebbe conquistato la libertà se camminava sulla fune dal Campanile di San Marco alla Loggia Foscara del Palazzo del Doge. L’usanza fu poi sostituita dal volo di un acrobata, messo in sicurezza da un’imbracatura, che si lanciava dal Campanile e atterrava vicino al Doge per offrirgli un mazzo di fiori. Oggi anche questa usanza viene sostituita dal volo della Colombina, cioè una colomba di legno che mentre scende dal campanile sparge fiori per la Piazza (per maggiori info sul Carnevale veneziano cliccate qui).

Il Senato stesso della Repubblica di Venezia  ufficializzò il Carnevale Veneziano nel 1296, con tanto di giornata festiva il giorno del Martedì Grasso. Durante i festeggiamenti si poteva girare in maschera ed era valorizzato e incoraggiato il gioco d’azzardo, che faceva finire notevoli somme di denaro nelle casse della Repubblica. Per i suoi giochi e le sue mascherate Venezia attirava migliaia di turisti provenienti da tutta Europa.

La maschera tipica del Carnevale Veneziano è la bauta, che veniva indossata sia dagli uomini che dalle donne. Questa consisteva nella mantellina nera detta tabarro, un cappello nero a tricorno e la larva, una maschera bianca che cela completamente il viso rendendo irriconoscibile chi la indossa. La bauta, celando completamente l’identità del travestito, garantiva il completo anonimato ed era molto utilizzata negli incontri amorosi clandestini tra amanti, molto frequenti nella città lagunare (per altre info sul Carnevale a Venezia cliccate qui).

Quando nel 1797  con il trattato di Campoformio Venezia fu ceduta all’Austria terminò ufficialmente il Carnevale, poiché non si volevano alimentare commemorazioni risalenti ai fasti di una popolazione che si sentiva fiera e mai completamente sottomessa agli austriaci. Il Carnevale Veneziano fu ristabilito solo nel 1979, quando il comune decise di far rivivere l’antico folclore risalente ai tempi della Repubblica organizzando cortei storici, concerti, spettacoli teatrali e altri avvenimenti. I musei e le chiese per l’occasione vengono tenuti aperti fino a notte fondo e in Piazza San Marco per chiudere i festeggiamenti, il 4 marzo, verranno messi in campo dei fuochi di artificio e balli tipici della tradizione veneziana (per info su altri Carnevali caratteristici cliccate qui).

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