Il castello che domina la città di Lussemburgo, ne racconta la sua affascinante storia: edificato nel 963 dal conte delle Ardenne, Sigfrido, il maniero svetta sulle pareti rocciose di questa regione ad imperitura memoria della sua discendenza.

Sigfrido aveva ottenuto in eredità questo territorio da suo padre e, all’epoca, faceva parte di quella zona della Francia denominata Alta Lorena.

Questo feudo presentava un’area rocciosa sul quale Sigfrido cominciò a costruire la struttura difensiva, intorno alla quale, in un secondo momento, sorsero a mò di cintura, altri ventiquattro castelli. Durante il 1600 le fortezze satelliti furono collegate tra loro da piccole strutture difensive, dette “casematte”.

La città di Lussemburgo, nata come un agglomerato di fortezze costruite su uno sperone roccioso, nei secoli fu sotto l’egemonia delle Borgogna, degli spagnoli, dei francesi e degli austriaci.

Fino a che, dopo il congresso di Vienna, il Paese potette godere di una  “semi-indipendenza” con il titolo di Granducato, governato dal re olandese.

Il Lussemburgo raggiunse l’indipendenza, con un governo di monarchia costituzionale, soltanto nel 1890.

Il suo unico scalo aeroportuale si trova a pochi chilometri dal centro cittadino ed è ad esso collegato dall’autostrada e da due linee di bus.

Una volta, perciò, saliti su uno dei voli che collegano Roma o Milano al Granducato, sarà semplicissimo raggiungere il castello.