Il Tibet, regione dell’Asia Centrale conosciuta anche come “Tetto del Mondo”  a causa della sua altitudine, è un territorio che sta vivendo uno dei periodi più bui della sua storia.

Da tempo, infatti, si vanno esacerbando le manifestazioni contro l’occupazione cinese che, pochi giorni fa, hanno portato due monaci a darsi fuoco in segno di protesta a Lhasa, capitale dello Stato, mentre era in corso una processione buddhista molto conosciuta.

Dopo questo episodio, che non è il primo, le autorità cinese, che hanno il controllo sulla regione, hanno deciso di chiudere il Tibet all’accesso di turisti stranieri. Anche se già da tempo per entrare in Tibet era necessario munirsi di speciali permessi che venivano rilasciati dal governo cinese, non si era mai arrivati ad una chiusura totale della zona.

Le motivazione di questo gesto estremo non sono chiare, quantomeno il governo cinese non ha dato delle motivazioni a sostegno di questa chiusura, ma, a quanto dicono le più importanti agenzie turistiche della zona tibetana, come la Tibet China International Tour Service, il provvedimento è sicuramente legato alle proteste e alla volontà del governo cinese di non far trapelare questi fatti all’esterno.

Secondo l’Ansa la chiusura potrebbe prolungarsi fino ad agosto.