Basta volgere uno sguardo verso le forti cinte murarie per capire che al loro interno è custodita una grande città medievale: Lucca. L’antica città romana, una volta famoso centro per la seta e per la scaltrezza dei suoi banchieri, affascina per il contrasto tra antico e moderno che si respira passeggiando nel suo centro storico tra botteghe artigianali e boutiques, tra architetture medievali e moderni mercatini, tra sagre tradizionali e manifestazioni internazionali.
Lucca è una città compatta, un concentrato di bellezze medievali e rinascimentali, di palazzi antichi, cattedrali millenarie e case di famosi artisti.
Il primo luogo da visitare nella bella cittadina toscana è sicuramente la meravigliosa Piazza dell’Anfiteatro che si raggiunge dalla medievale Via Fillungo, asse principale del centro storico. La particolarità di questa piazza è la sua forma ellittica e le arcate che testimoniano la sua origine romanica, con le case disposte in modo circolare che la rendono quasi nascosta agli occhi dei visitatori i quali, una volta raggiunta, ne rimangono ammaliati.
Monumento di estrema bellezza è il Duomo di Lucca, dedicato a San Martino; il Santo è raffigurato da una statua sulla facciata policroma, mentre sul lato destro della cattedrale è raffigurato un labirinto che simboleggia il percorso della vita.
Come vi dicevo all’inizio, non si può non accorgersi delle possenti mura di Lucca, alte fino a 12 metri e larghe ben 30 metri, incredibile fortezza rimasta intatta fino ai nostri giorni.
Ciò che invece si è perso per sempre sono le numerose torri che caratterizzavano la città, oggi invece ne sono rimaste solo due: Torre Guinigi e Torre delle Ore, l’una alta ben 44 metri e adornata sulla cima da alberi di leccio, l’altra contraddistina da 207 gradini in legno che portano ad una vista spettacolare sulla città.
Gli appassionati d’arte non devono perdere la visita al Museo Nazionale di Villa Mansi, palazzo Seicentesco che custodisce una preziosa raccolta di quadri di Lucca tra cui il Trionfo di Galatea di Pietro Testa e il San Sebastiano di Luca Giordano.

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