Il quartiere ebraico di Cracovia, una volta abitato da migliaia di cittadini ebrei, che dopo il secondo conflitto mondiale furono sterminati, oggi consta di soli trecento residenti di origine ebraica ma conserva ugualmente la cultura e le tradizioni yiddish ed una serie di attrattive turistiche ed attività commerciali come locali, ristorantini e caffetterie che lo rendono il rione più a la page della città polacca.

Ma l’aspetto sicuramente più interessante e che calamita una cospicua quantità di visitatori è la sua storia, certamente tragica, legata al capolavoro cinematografico del regista statunitense Steven Spielgher, Schindler’s List, prodotto negli anni novanta.

La storia dell’industriale Oskar Schindler il quale salvò la vita ad un migliaio dei sessantacinquemila ebrei deportati dai gendarmi nazisti, con l’alibi di assumerli nella propria fabbrica, prima di essere portata sul grande schermo fu scritta da Thomas Keneally.

Keneally fu colpito dal racconto che gli fece Leopold Pfefferberg, titolare di un esercizio commerciale nel quale lo scrittore australiano entrò casualmente, amico di Oscar Schindler nonché scampato all’olocausto perché iscritto nella lista.

Questo incontro in apparenza trascurabile spinse lo scrittore a documentarsi anche tramite gli altri cittadini ebrei coinvolti nella vicenda ed in seguito fu trasposto nella pellicola, grazie alla cui fama su scala mondiale, porta ogni giorni numerosi turisti a visitare anche la fabbrica/museo.