Dar es Salaam significa “città della pace” e già dagli anni novanta il comune africano ha cominciato a dare un assetto urbanistico alla metropoli in funzione di quell’attività sorta spontanea, che ha visto i cittadini dare luogo ad orti e coltivazioni all’interno del suo perimetro.

Per ragioni legate al risparmio sui consumi, la produzione a chilometro zero di verdure ed ortaggi, non soltanto ha aiutato l’economia dei cittadini, ma ha reso questo importante centro della Tanzania un esempio di eco sostenibilità a cui cominciano a guardare con interesse anche i Paesi avanzati.

Gode di questo fattore anche il settore del turismo, poichè produrre le colture all’interno dello spazio urbano, non offre solo la possibilità al visitatore di mangiare frutta e verdura sempre fresche e saporite, ma ha anche rinnovato il concetto di vivere la città.

Sono state, infatti, costruite vie pedonali e piste ciclabili che liberano i suoi abitanti dall’inquinamento sonoro e dallo smog delle macchine, ed è stato ampliato il servizio di bus per il trasporto pubblico.

I litorali meridionali di questo grande centro, abitato da oltre due milioni di persone, sono popolati dalle tartarughe marine all’interno di un contesto naturale che sembra sopravvivere indisturbato alla presenza massiva dell’ uomo.