Milano, si sa, è una tra le città italiane con maggiore iniziativa nel settore dell’ imprenditoria e, in tempi di crisi economica, non abbandona il passo di sempre, aggiungendo, semmai, alcune proposte che possano stimolare il consumatore oggi, meno danaroso, o riproponendo quelle passate che risultano quanto mai adatte, come ad esempio la grande fiera dell’artigianato etnico e del giocattolo giunta alla sedicesima edizione.

Sono stati chiamati a partecipare all’esposizione dei suoi 9 padiglioni, circa 3000 artigiani provenienti dalla maggior parte del mondo, ed una folla di potenziale clientela è già a spasso tra gli stand delle associazioni no profit e i banchi allestiti dai ristoranti tradizionali che propongono la cucina tipica dei vari Paesi di appartenenza.

Il risultato è, quindi, un coloratissimo bazar ricco di oggetti per tutte le tasche ma anche di profumi e sapori da far venire l’acquolina in bocca.

Ma, naturalmente, trattandosi di una manifestazione fieristica meneghina, è tutto organizzato al dettaglio e con assoluta precisione geografica.

All’interno dell’ambiente utilizzato per la vasta esposizione non è perciò difficile orientarsi tra le zone allestite per rappresentare i prodotti italiani, quelli europei e gli stand che invece occupano manufatti e piatti della gastronomia provenienti dagli altri Paesi del mondo.