Passare le festività natalizie a Gerusalemme, che per i fedeli della  religione cristiana quanto di quella islamica che della ebraica, rappresenta da sempre la città santa, oggi mostra un volto nuovo, visto che, con l’incremento dell’industria del divertimento per la quale sono sorti diversi locali, vie dello shopping, hotel alla moda e spazi di design, la sua vita notturna può essere assimilata ad una città come New York o Berlino.

I pellegrini attuali, perciò, si rivolgono sempre più spesso all’offerta turistica che una città moderna per cultura, come Gerusalemme, comincia ad offrire in maniera più concreta.

È infatti in aumento il dato che vede atterrare sulla città santa aerei carichi di un turismo differente da quello religioso e, seppur quest’ultimo costituisca in ogni caso il sessanta per cento delle presenze registrate, c’è da pensare che Gerusalemme costituisca una nuova attrattiva, similmente alle altre città capitali.

E così, dopo una prima visita alla città vecchia che consta di 4 rioni (armeno, ebraico, musulmano e cristiano), attraversando la porta di Jaffa, ci si trova in una gincana di stradine letteralmente costellate di botteghe stracolme di souvenir e prodotti di artigianato tradizionale dei culti differenti che occupano, a volte dolorosamente, lo stesso territorio.