L’architettura urbana si sta evolvendo in forme sempre più sostenibili, con una maggiore apertura alle aree verdi, alla natura e al benessere. Eppure, all’interno di un contesto urbano, non è facile trovare grandi spazi incontaminati, poiché il tipico affollamento delle città non permette grande estensione in larghezza. Da qualche tempo, però, questo limite è stato superato dall’arrivo dei giardini verticali. Dei poli ecologici al massimo dell’avanguardia sul fronte del rispetto dell’ambiente e del recupero degli inquinanti, realizzati con un occhio di riguardo alla bellezza e all’estetica, tanto da essere divenuti da tempo dei veri e propri punti d’attrazione per il turismo.

Anche in Europa, Italia compresa, il trend dei giardini verticali sta prendendo sempre più piede. L’esempio più recente è quello della stazione Cadorna di Milano dove, fino al 30 giugno 2016, sono stati installati degli splendidi spazi verdi sulle colonne adiacenti ai binari. Un progetto fortemente voluto da Ricola che, con questa innovativa installazione, ha voluto mostrare non solo l’animo ecologico e naturale del marchio, ma anche la bellezza e le proprietà delle 13 erbe che da sempre compongono i suoi prodotti: Pimpinella, Veronica, Malva, Menta, Millefoglio, Salvia, Altea, Marrubio, Alchemilla, Piantaggine, Sambuco, Primula e Timo. Un progetto innanzitutto sostenibile, poiché le splendide aiuole verticali sono irrigate tramite un sistema a ricircolo dell’acqua, per ridurre al minimo gli sprechi, ma anche anti-inquinamento, perché le erbe di Ricola sono in gradi di produrre 3.402 chilogrammi di ossigeno, pari al fabbisogno di 45 persone. Un’idea che esprime tutta la passione e il rispetto per l’ambiente dell’azienda svizzera, e che ha reso la stazione ferroviaria un luogo d’attrazione: sono in molti, infatti, coloro che hanno deciso di visitare la stazione meneghina per ammirare le innovative aiuole estese verso l’alto.

Ricola

Sono tanti gli esempi di giardini verticali nel mondo, a partire proprio da Milano. Molti derivano dalle opere e dalla genialità di Patrick Blanc, biologo francese ideatore della tecnica della coltivazione verso l’alto, nota anche come muro vegetale. Ma quali sono i giardini verticali da non perdere assolutamente, per una vacanza originale?

Il Bosco Verticale di Milano

Il Bosco Verticale di Milano è un perfetto esempio di architettura da ammirare per una vacanza insolita, nonché di attenzione all’ambiente e alla sostenibilità. Progettato da Boeri Studio, di trova nel Centro Direzionale della città, nei pressi del noto quartiere Isola.

Inaugurato nel 2014, e composto da due grattacieli, la struttura si caratterizza per grandi terrazzi e spiazzi, capaci di ospitare più di 2.000 specie arboree, con anche fiori e alberi da frutto, distribuiti in verticale. Il progetto, nato come soluzione alla necessità di riforestazione delle aree urbane, regala al capoluogo lombardo una nuova e indispensabile fonte di ossigeno, inoltre ne ripristina parte della biodiversità. Un obiettivo centrato pienamente, considerato come il Council on Tall Buildings and Urban Habitat lo abbia insignito nel 2015 del premio per il “grattacielo più bello e innovativo del mondo”.

Il CaixaForum di Madrid

Madrid è da sempre una delle mete europee più gettonate: la capitale della Spagna, infatti, è un concentrato perfetto di modernità e tradizione, di arte e scienza, nonché di architettura innovativa. La città dispone di un famosissimo giardino verticale, progettato proprio da Patrick Blanc, su una delle facciate della galleria d’arte moderna CaixaForum, quest’ultima costruita dagli architetti svizzeri Herzog & de Meuron dal 2001 al 2007.

Il giardino verticale in questione, dall’incredibile impatto visivo poiché ripropone un vero e proprio parco, ospita 15.000 piante da 250 specie diverse: queste, oltre alla bellezza estetica, contribuiscono alla termoregolazione naturale dell’edificio. Inoltre, vi è un sistema ecologico di irrigazione a nebbia che, oltre a garantire il corretto sviluppo dei vegetali, offre ristoro ai turisti nei giorni più caldi della tipica estate madrilena.

Il CapitaLand di Singapore

Sempre opera di Patrick Blanc, il giardino verticale presso il CapitaLand di Singapore è il perfetto esempio della “Rainforest Rhapsody”, ovvero della “rapsodia della foresta pluviale”. Esemplare del tutto indoor, è parte di un progetto di rinnovamento da 92 milioni di dollari di Capital Commercial. Composto da più pannelli, su 2.000 metri quadrati, include all’incirca 120 specie di piante, tutte gestite e coltivate con pratiche sostenibili, nonché da un consumo ridotto di energia elettrica grazie a installazioni al LED.

Il giardino riproduce nell’aspetto una foresta pluviale in miniatura ed è completamente autonomo, grazie a speciali sistemi di irrigazione. Inoltre, funge come spazio d’aggregazione sociale mozzafiato, ma anche come luogo per ritrovare calma, serenità e relax, nonostante le sue grandi dimensioni.

Il Padrinos di Città del Messico

Se si fosse alla ricerca di un luogo originale dove cenare in quel di Città del Messico, il ristorante Padrinos potrebbe essere il luogo ideale per tutti gli appassionati di giardini verticali. Posto sulle pareti del locale, e realizzato dall’architetto Fernando Ortiz Monasterio, riproduce un vero e proprio prato verde in verticale, con tanto di biciclette appese.

Composto interamente da vegetazione naturale e autoctona, vede l’impiego di 50.000 piante, suddivise in tre varietà diverse. Questa meravigliosa parete, sotto la quale si può cenare nelle sere più calde dell’estate, fa parte di un progetto più grande realizzato dal gruppo non-profit VerdMX, con l’installazione di diverse sculture verdi e verticali in molti luoghi simbolo della città. L’intento principale è quello di aiutare Città del Messico a ridurre il suo tasso d’inquinamento, perché le varietà scelte hanno un elevato potere di assorbimento della CO2, nonché filtrano le polveri sottili.

Il museo Quai Branly di Parigi

Sempre opera di Patrick Blanc, il giardino verticale del museo Quai Branly di Parigi si trova a due passi dalla Tour Eiffel. Il palazzo, un progetto di Jean Nouvel, è stato completamente inserito nel verde, con le pareti completamente ricoperte di vegetali, solcate da ampie e luminose vetrate. Su un’estensione di 800 metri quadri, ospita varietà vegetali da tutto il mondo, come Cina, Giappone e varietà autoctone d’europa.

Conosciuto anche come “Le Mur Vegetal”, ovvero “il muro vegetale”, vuole dimostrare come la natura e gli edifici umani possano convivere in perfetta armonia, in modo sostenibile e del tutto ecologico. La parete, oltre che a filtrare inquinanti e polveri sottili, permette inoltre una perfetta termoregolazione della struttura.