Gotemberg, la seconda città svedese, resa molto vitale da una popolazione a maggioranza di giovani, ha una storia che la distingue dalla capitale, soprattutto per aver sempre rappresentato il cuore dell’economia del Paese.

Gli universitari animano le strade cittadine, una volta canali di una città seicentesca costruita sul modello dell’olandese Amsterdam, pochè come tutti i centri che si affacciano sul mare del nord, era un porto mercantile.

Il suo potere predominante sull’economia dell’intero stato, la rendono per importanza molto vicina a Stoccolma, ma certamente con un’attrattiva minore di città d’arte, visto che gli architetti che la progettarono ne disegnarono un assetto rigido rispetto all’esempio di barocco che può vantare la prima città della Svezia.

Ma dalla sua fondazione, sotto re Gustavo Adolfo II, l’unicità di Gotemberg dipende dallo spirito che la pervade.

Pare che le persone che ci hanno vissuto si siano talmente legate a questo luogo magico, da incrementarne lo sviluppo culturale con numerose donazioni, tali da renderla celebre per questo motivo.

Nel diciannovesimo secolo William Chalmers, titolare della società Swedish India, lasciò l’intero patrimonio alla fondazione Chalmers Tekniska Hogskola, e da ciò scaturì il fatto di essere tra le città studentesche di riferimento della Scandinavia.

Prima ancora furono costruiti ospedali, orfanotrofi, scuole, grazie ai lasciti di facoltosi residenti trapassati a miglior vita.