Il Parco Nazionale del Gran Sasso è una meta perfetta per gli amanti della natura. Il Gran Sasso è infatti il massiccio più alto degli Appennini ed è immerso in un panorama incredibile tra L’Aquila, Teramo e Pescara.

Se un tempo vi erano enormi boschi, oggi questi sono rimasti solo in parte, mentre molte zone sono state trasformate in pascoli e aree dedite alla pastorizia. Data la grande estensione del Parco e la varietà di altitudini che si susseguono il paesaggio è cangiante. Nelle zone più elevate, intorno ai 3000 metri, ci sono zone quasi glaciali mentre ai piedi del Corno Grande la flora è così sorprendente da essere chiamato “Il piccolo Tibet”. Ecco allora cinque itinerari imperdibili per scoprire il Gran Sasso.

Le 5 vie per conoscere il Gran Sasso

  1. Itinerario floreale: per conoscere il Gran Sasso dal punto di vista floreale basterebbero i numeri. Sono state censite oltre 2000 piante e 73 sono protette da convenzioni internazionali, senza contare che vi sono anche 59 specie di orchidee spontanee. In alta quota vi sono le piante sicuramente più preziose, ma quelle più “emozionanti” si trovano a bassa quota. Alle pendici del Gran Sasso infatti si può ammirare la fioritura dell’Adonide Gialla, una specie che era ritenuta estinta. Più si scende di quota più il paesaggio si fa ricco di flora interessante con faggi, aceri, tigli, frassini, abeti e una distesa enorme di mirtillo!
  2. Itinerario faunistico: l’animale che simboleggia il Gran Sasso e il suo parco è senza dubbio il camoscio. Nell’area protetta però si trovano anche altre specie interessanti come il cervo, il capriolo e il lupo. Per quanto rigaurda gli uccelli invece si contanto specie molto rare come l’Aquila Reale, il Gufo Reale o il Falco Pellegrino. A bassa quota invece ci si imbatte in animali come la Vipera dell’Orsini, la Salamandra dagli Occhiali e il Geotritone Italico.
  3. Itinerario scientifico: per chi ama tutto ciò che riguarda la scienza sarà interessante sapere che sotto 1400 metri di roccia del Gran Sasso si trovano i Laboratori nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Essi sono considerati tra i più grandi laboratori sotterranei del mondo e qui venono studiate le particelle più piccole dell’universo come i neutrini.
  4. Itinerario eno-gastronomico: sono tante le prelibatezze che si possono assaggiare in questo splendido territorio del Gran Sasso. Il paddaccio, lampascioni, pappaluni, solina, gruttazzo sono nomi strani, magari poco appetitosi, ma in realtà non sono altro che i nomi di alcuni formaggi, dolci e piatti tipici della zona che meritano di essere assaggiati, scoperti e tutelati. Oltre ai piatti vi sono proprio dei prodotti particolari che vanno assaggiati come la lenticchia di Santo Stefano, il formaggio Canestrato di Castel Del Monte, la mortadella di Capotosto o il vin cotto.
  5. Itinerario a cavallo: per dire veramente di aver visitato il Gran Sasso non potete non fare una passeggiata a cavallo perchè con i suoi 320 chilometri qui si trova l’Ippovia più lunga d’Italia. Attraversa 3 province e lungo il percorso vi sono punti di ristoro, abbeveratoi e aree di sosta. Tutto è e a misura di cavallo e “Cavaliere” per rendere questo viaggio appassionante e comodo allo stesso tempo.