Pithecusae, l’antico nome greco dell’isola situata a largo delle coste partenopee, era molto conosciuta già in epoca romana per le numerose sorgenti di acqua termale che sgorgano dal sottosuolo e per le sue tipiche fumarole.

È possibile che Ischia apparisse anticamente ai nostri avi, che vi si recavano in villeggiatura, molto simile alle zone ancora intatte, ad esempio la caletta di Sorgeto, dove si giunge seguendo la direzione del tramonto.

Questa parte dell’isola conserva ancora un aspetto selvaggio, e la sua peculiarità, rispetto alle 103 fonti di acqua calda complessive presenti su tutto il piccolo territorio cinto dal paesaggio marino, risiede nel fatto che la sorgente in questione si trova sugli scogli, per cui, sfociando in mare, permette di fare qualche tuffo miracoloso in bassa stagione.

Ad ogni modo Ischia è divenuta una sorta di capitale del wellness e vi si trovano moltissime strutture alberghiere a ridosso di ognuna delle fonti termali.

Esistono, inoltre, dei parchi tematici, ovvero delle zone benessere all’aria aperta, come ad esempio quello chiamato Negombo, situato sulla costa e con un piccolo litorale privato annesso.

Negombo è costituito di 14 vasche termali, grotte dove si può fare il bagno turco, cascatelle e docce, percorsi Kneipp, e vengono praticati molte tipologie di trattamenti, dai fanghi ai massaggi.

Dal Molo Beverello di Napoli, non lontano dal castello detto “Maschio Angioino”, partono in continuazione traghetti ed aliscafi diretti ad Ischia.