Tanto si è parlato della Costa Concordia e del suo tremendo naufragio causato dall’ “inchino” che il capitano Schettino era solito effettuare al largo dell’Isola del Giglio, una manovra azzardata che purtroppo è costata la vita a decine di persone.
Poco si è parlato, giustamente, dell’Isola del Giglio, di cui oggi si ricorda solo per la tragedia e non per la sua bellezza. Oggi voglio parlarvi di un’isola meravigliosa che ho avuto la fortuna di visitare circa 10 anni fa, in gita durante una vacanza sul Monte Argentario. Ciò che mi ha colpito, già vedendola in lontananza dal traghetto, è stata la ricca vegetazione di un verde intenso che creava uno splendido contrasto con l’azzurro del mare.
All’arrivo ho trovato un territorio prevalentemente montuoso: il Poggio della Pagana è la cima più alta e raggiunge quota 496 metri. La costa che si è estende per circa 28 chilometri è frastagliata e comprende cale, calette, spiagge e pareti rocciose, una varietà di paesaggio che rende l’Isola del Giglio veramente unica.
Giglio Campese è la località balneare più famosa, situata ad ovest dell’isola. La spiaggia è racchiusa da una baia e contraddistinta da suggestivi faraglioni che delimitano l’estremità meridionale. Ho raggiunto poi tramite un taxi, la spiaggia dell’Arenella, piccola ma molto caratteristica, bagnata da acqua turchese e cristallina dominata dal Monte Argentario.
Nel tardo pomeriggio ho fatto in giro nel centro storico dell’Isola del Giglio e sono stato piacevolmente sorpreso di trovare un autentico borgo medievale circondato da mura e dominato da un imponente Rocca, risalente intorno al X secolo. Splendido territorio, meraviglioso mare, incantevole panorama che merita di essere annoverato tra i più belli d’Italia.

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