Istanbul la metropoli da sempre considerata porta tra oriente ed occidente, a sole due ore e mezza di volo da Roma, ci accoglie tra il fasto della sua storia – ravvisabile dalla facciata del palazzo del sultano, dove è conservato il diamante più grande al mondo, come dalle sue moschee, una volta chiese paleocristiane – ed il suo volto attuale, fatto di luci cittadine ed insegne di locali alla moda dove pullula una gioventù vivace e moderna per look e mentalità.

Basta atterrare all’aeroporto di Ataturk per capire che la Turchia, prima della sua recente involuzione dovuta al fondamentalismo islamico che l’ha influenzata dagli Stati limitrofi, fino agli anni “60 era culturalmente più progredita dell’Italia , se si pensa che, durante il ventennio fascista, Mustafa Kemal Atatürk, a cui è dedicato infatti lo scalo principale, fondò la Repubblica Turca deponendo il Sultano.

Istanbul è una città da dodicimila abitanti, è divisa in una parte occidentale ed in una orientale, e consta di un centro storico molto grande, Sultanahmet, che presenta alcune vie specifiche dove gli alberghi sorgono in fila uno dietro l’altro e si va da un prezzo di 9 euro a notte per un posto letto all’ostello della gioventù, fino a 20 euro per una camera doppia di un caratteristico 3 stelle, con la sua facciata di legno dipinta e la sua colazione a base di pane morbido tipo “sfilatino”, olive nere, pomodori, salumi di bovino, le tipiche uova sode bianche ed i formaggi aciduli della regione.

Uscendo a fare due passi ci si potrà imbattere, simultaneamente in Topkapi, Santa sofia e la Moschea Blu.