Il territorio italiano, microscopico, rispetto ai Paesi oltreoceano – si pensi agli spazi smisurati di uno Stato come il Canada quando, durante la prima visita, il turista italiano prova una inesprimibile sensazione di vastità, assolutamente sconosciuta per un cittadino europeo – come si trattasse del paradosso di Achille e la tartaruga, risulta essere un territorio sterminato nel panorama storico culturale internazionale.

Il Belpaese è infatti costellato, da nord a sud, di un numero di borghi di epoca medioevale, spesso tralasciati dalle guide turistiche ma parimenti interessanti rispetto a quelli noti ivi riportati, nella cui misura all’Italia è riconosciuto l’80% del patrimonio storico artistico mondiale.

La ricchezza di un Paese che fu patria del Rinascimento, diviene vero e proprio lusso per quella categoria di viaggiatori piuttosto rilassati che ama mettersi al volante della propria auto e, senza fare particolari programmi, improvvisa un percorso regionale sulla cui tratta avrà certo modo di scoprirne alcuni angoli, meritevoli di menzione.

In Romagna, ad esempio, sorge il borgo di Petrella Guidi, a pochi chilometri dalle affollate località di Rimini e Riccione, che conta solo una ventina di abitanti.

Se decidiamo di fare una sosta per visitare il paese, attratti dal castello omonimo che abbiamo appena visto sfilare dietro il vetro del finestrino, verremo a conoscenza del progetto di Paolo Trento, il padre del marchio della mandarina duck, molto diffuso negli anni ’80, ed oggi fondatore del Petrella Guidi Historical Hideawey, una struttura alberghiera che propone, con la complicità dello scenario nel quale si trova immarsa, una sorta di “viaggio nel tempo”.