E’ ormai testata sulla pelle degli italiani questa crisi, che non sembra avere la minima intenzione di allentare la morsa.

A farne le speso sono soprattutto le vacanze che quest’anno risultano drasticamente diminuite.

Mentre a rinunciare alla villeggiatura nel 2010 sono stati due italiani su dieci, quest’anno saranno ben cinque.

Alla faccia di chi pensava la crisi fosse lontana da almeno un anno, o di chi l’ha creduta un fantasma inesistente.

Il calo delle partenze può definirsi drastico: i traghetti sono aumenti del 70%.

Il 62% starà fuori massimo una settimana, un mese di relax solo per l’1%. Il 56% dei vacanzieri ha come budget 700 euro. In rialzo agriturismi e terme, scelti dal 32% dei turisti.

Campeggio (+2%) e camper perchè risparmiare è la parola d’ordine.

C’è in linea generale la tendenza a ridurre i giorni di ferie per potersi permettere una vacanza dignitosa e  risparmiare su quanto superfluo. Crescono e di molto i viaggi low cost (scelti dal 39%) e quelli pagati a rate (circa l’11%).

Prendere un prestito per poter andare in vacanza è una pratica in crescita di circa il 2% rispetto allo scorso anno, per un importo medio tra i 1500 e i 2000 euro.

Così, viaggi, alberghi e ristoranti si pagano a rate, con l’elevato rischio di tramutare una settimana di relax in un duro sacrifico economico da sostenere durante il resto dell’anno: gli interessi arrivano anche al 24%.