Almeno il cinquanta per cento dei laghi italiani è inquinato e la situazione non è affatto mutata rispetto ad un anno fa. Il responso è stato reso noto dall’edizione 2016 di Goletta dei laghi, ossia la campagna di respiro nazionale promossa da Legambiente per la tutela dei laghi italiani. Stando a questi dati, almeno la metà dei laghi presenti sul nostro territorio avrebbe fatto registrare una quantità troppo alta di batteri fecali, superiore ai limiti imposti dalla normativa europea al riguardo.

Ad essere finiti sotto accusa sono stati soprattutto gli scarichi perché nella maggior parte dei casi i depuratori non funzionano affatto oppure non funzionano come dovrebbero. E così, molto spesso, sul territorio finiscono per confluire reflui fognari che finiscono nei laghi italiani attraverso canali e fossi. Reflui fognari del tutto illegali quindi, che mettono in serio pericolo la qualità dell’ambiente e la salute di chi lo abita.

Come ha spiegato Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente: “I ritardi nel settore della depurazione dal 1 gennaio 2016 costano all’Italia circa cinquecento milioni di euro all’anno per le due sentenze di condanna stabilite dall’Europa negli anni scorsi. Una situazione confermata anche dai nostri dati. Alcune situazioni sono note da tempo ma purtroppo fino ad oggi non ci sono stati segnali da parte delle amministrazioni per risolverle. Eppure le risorse economiche ci sarebbero, così come sono noti gli interventi che bisognerebbe mettere in campo. Al tempo stesso in questa edizione registriamo anche alcune vittorie, dove, la denuncia di Goletta dei laghi ha portato all’individuazione e alla rimozione degli scarichi inquinanti, grazie alla collaborazione tra Legambiente, le amministrazioni e gli enti interessati“.

Non tutti è proprio negativo insomma e qualche piccolo passo avanti sembra essere stato fatto dunque. Nella speranza che i dati del prossimo anno possano essere nettamente migliori e mostrare un cambio di tendenza.