Chi non desidera tornare a Parigi, non soltanto per visitare i musei più celebri ed i monumenti da cartolina della capitale francese, ma anche per trascorrervi un tranquillo week end passeggiando tra i viottoli più à la page del suo esteso centro storico.

 Stiamo parlando del quartiere Marais, culturalmente il più vivace di tutta la città, dove quotidianamente prendono piede nuove iniziative, a carattere sia culturale che commerciale, in piena armonia con il suo grazioso contesto urbanistico. 

Gallerie d’arte contemporanea, caffetterie, negozi di abbigliamento tra i più trendy di tutta Parigi, disposti uno accanto all’altro rendono vivo e giovanile quello che storicamente fu il ghetto ebraico, tutt’ora abitato dai suoi residenti, diversamente da altri “rioni-gioiello” divenuti mera attrazione turistica. 

La partecipazione degli esercenti e delle persone che abitano il Marais, ad esempio, è riuscita da sola a tutelare un antico hamman sul cui spazio aveva messo gli occhi la più diffusa catena di fast food statunitense, il Mac Donalds. 

Il suo nome, Marais, deriva dalla suo stato naturale originario e cioè quello della palude. Ma per la sua vicinanza al Louvre, il palazzo reale dell’epoca, dal 1300 la zona del Marais cominciò il suo sviluppo. 

Nel 1600 il quartiere visse la sua personale età dell’oro – eguagliabile forse soltanto a quella di oggi – e a questo si deve l’edificazione dei suoi palazzi più eleganti. 

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