Miami è la città degli Stati Uniti che si trova più a sud, è situata, infatti, nella costa sud-orientale della Florida.

Quando fu fondata, nel 1896, contava a malapena 400 abitanti, divenuti 404.000 nel 2006. Questo grande incremento di popolazione è dovuto soprattutto all’immigrazione di genti che provengono sia dagli stati dell’America Centrale che dall’America del Nord.

Questo combinarsi di popoli ha dato vita ad un meltin pot culturale quasi unico che ha fatto in modo che divenisse una delle città più cosmopolite al mondo, ed essere chiamata la capitale delle Americhe, per il suo ruolo di congiuntura e connessione tra la parte nord e quella sud del continente americano.

L’immagine che il cinema e la televisione restituiscono di Miami è quella di una città dedita al vizio, alla malavita e al lusso sfrenato. Ma non è proprio così, andando oltre le strade percorse da macchine di grossa cilindrata senza cappotta oltre alle spiagge sempre affollate, Miami ha un fascino tutto particolare, dovuto al lavoro e alla vita delle genti diverse che insiston su questo territorio.

Come il Rubell Family Art Collection, una vasta collezione di opere d’arte contemporanee conservate in una struttura industriale dismessa, in cui si possono trovare i lavori di Cindy Sherman, Julian Schnabel e Jeff Koons. Sempre per gli appassionati di arte contemporanea c’è il MoCa (Museum of Contemporary Art) in cui sono esposte opere di artisti locali e internazionali come Keith Haring, Frida Kahlo, Diego Rivera e Jasper John.

C’è uno monumento, soprattutto, che colpisce lo sguardo del visitatore: è l’Holocaust Memorial, un’opera commemorativa dello sculture Kenneth Treister, dedicato alla memoria del popolo ebraico, che rappresenta la volontà di Miami e della sua popolazione a perseguire l’obiettivo di un futuro migliore.