Famosa per essere stata dal 1598 al 1859 capitale del ducato degli Este, Modena è conosciuta in tutta Italia per essere dal 1947 la sede dell’Accademia Militare dell’Esercito e dell’Arma dei Carabinieri. Ricca di tesori architettonici, Modena è impreziosita da numerosi monumenti come il Duomo, la Torre Civica e la Piazza Grande, inseriti nel patrimonio dell’umanità UNESCO e si configura come una città capace calorosa e avvolgente, grazie soprattutto alla cucina e alla vita culturale che la caratterizzano. Ecco una breve guida con alcune indicazioni utili su cosa vedere a Modena e dintorni.

Piazza Grande è il cuore della vita modenese e il luogo in cui sono situati i monumenti più significativi come il Duomo, opera del grande architetto Lanfranco e del maestro scultore Wiligelmo, luogo che rappresenta uno dei massimi capolavori del Romanico europeo. Sul lato orientale della piazza si erge il Palazzo Comunale, edificio seicentesco a portici che ha unito gli antichi palazzi medievali del Comune e della Ragione. Sul lato occidentale della piazza, invece, si trova la parte posteriore dell’Arcivescovado, mentre sul lato meridionale c’è il palazzo moderno di una banca, anch’esso porticato. Questo palazzo, opera dell’architetto Gio Ponti, ha sostituito un precedente palazzo di giustizia costruito alla fine del XIX secolo nello stile dei ministeri romani.

Uno dei monumenti più antichi della città di Modena è la Chiesa di San Vincenzo che conserva ben poco della sua struttura originale: oltre alla muratura della metà inferiore della chiesa, nella facciata è possibile distinguere la traccia di un’antica porta romanica poi chiusa, di cui rimangono i semplicissimi capitelli in cotto e parte dell’arco a tutto sesto. La chiesa, con annessa canonica, costituisce oggi il complesso dell’Aedes Muratoriana, sede della Deputazione di Storia patria e del Museo Muratoriano. Importante e molto rinomata è anche la chiesa del Voto che sorge sulla via Emilia di fronte a Corso Duomo e prende il nome da un voto del Comune modenese e del duca Francesco I d’Este fatto nel 1630, quando la città fu investita da una gravissima epidemia di peste che giunse a causare fino a duecento morti al giorno. Il voto del Comune fu appunto di costruire, se e quando fosse cessata l’epidemia, una chiesa che, per interessamento del duca, fu dedicata alla Madonna della Ghiara, protettrice di Reggio.

Per quanto riguarda i musei, invece, i principali sono raccolti presso Palazzo dei musei, situato in piazza Sant’Agostino. Il palazzo ospita i più importanti musei della città come il Museo civico d’arte, il Museo lapidario estense, il Museo Lapidario Romano, la Gipsoteca Graziosi e il Museo archeologico etnologico. Poco fuori della città, invece, si trova il Parco archeologico e museo all’aperto della terramara, a Montale Rangone. Nel Palazzo dei musei è possibile inoltre visitare la Biblioteca estense e la Galleria Estense, le due raccolte che testimoniano la passione per le arti e la cultura della casa d’Este: entrambe furono trasportate da Ferrara alla fine del Cinquecento, quando Modena divenne la capitale del ducato.

Da segnalare sono anche altre due strutture dedicate a due importanti simboli della città di Modena. Il primo è il Museo Enzo Ferrari, chiamato anche “MEF”, collocato in via Paolo Ferrari 85, presso la casa natale di Enzo Ferrari, il famoso pilota di auto da corsa, nonché imprenditore, fondatore della casa automobilistica che porta il suo nome. La nuova galleria espositiva che presenta una grande copertura in pannelli d’alluminio di colore giallo, le cui aperture per la luce rimandano alle prese d’aria di un’auto da corsa, ospita mostre temporanee di automobili Ferrari o di altre marche legate al territorio. Il secondo, invece, è il Museo della Figurina, nato dall’appassionata opera collezionistica di Giuseppe Panini, fondatore, nel 1961, dell’omonima azienda assieme ai fratelli Benito, Franco Cosimo ed Umberto. Il museo è stato aperto al pubblico il 15 dicembre 2006, nella sede di Palazzo Santa Margherita che ospita anche la Biblioteca Delfini, la Galleria Civica e l’Istituto Superiore di Studi Musicali O. Vecchi – A. Tonelli.