Non solo spiagge: anche le località di montagna sono state valutate da Legambiente che ha assegnato le bandiere verdi e nere. L’associazione ambientalista ha pubblicato il report per la stagione 2016 sulla sostenibilità, il basso impatto ambientale, il turismo slow e altri fattori green delle località montane d’Italia. Quest’anno Legambiente ha assegnato 19 vessilli: 11 bandiere verdi e 8 bandiere nere.

Bandiere verdi Legambiente: le località promosse

Sono 11 le località promosse quest’anno da Legambiente, che potranno fregiarsi delle bandiere verdi. La Regione che ne ha ricevute di più è il Trentino-Alto Adige dove sono stati premiati i progetti nell’area di Lessinia e Trentino, nel Parco Regionale Naturale della Lessinia, il progetto Biogas Wipptal nell’Alta Val d’Isarco e il Biodigestore di Cadino.

Bene anche il Piemonte con il Comitato dell’Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civico frazionale di Andonno-Valdieri e il progetto “Germinale – Agricoltura di Comunità in Valle Stura”. Premiato anche il lavoro del Corpo Forestale regionale piemontese per il lavoro di contrasto all’illegalità ambientale nella Regione. Bandiere verdi anche in Valle d’Aosta dove sono stati premiati il Gruppo spontaneo di residenti e frequentatori della Valgrisenche e l’Unité des Communes Valdôtaines Evançon, Consorzio Turistico Val d’Ayas, un corpo costituito da 31 operatori impegnati nella promozione del turismo sostenibile nella valle del Monte Rosa Randò.

Tra gli altri premiati si contano Tramvie Elettriche Bergamasche Spa e le iniziative friulane dell’istituto “Fermo Solari” di Tolmezzo e del Movimento Ambientale “Io amo Resia con i fatti”.

Le località montane bocciate da Legambiente

I cosiddetti “pirati delle montagne”, contrassegnati da Legambiente con le bandiere nere, sono il Comune di Issime e la Giunta Regionale della Valle d’Aosta bocciate per alcuni progetti ad alto impatto ambientale già oggetto di critiche dagli ambientalisti in passato e ripresentati quest’anno. Due bandiere nere sono state assegnate alla Regione Piemonte, che ha concesso l’utilizzo ludico degli eliski e non ha ancora elaborato piani ambiziosi per la promozione delle energie rinnovabili nelle località montane, nonostante la richiesta del Ministero dell’Ambiente risalga addirittura al 2010.

Male anche la Provincia di Como e in particolare i Comuni di Plesio e San Siro in Lombardia a causa di alcuni progetti dal forte impatto ambientale. Una nota di demerito va anche alla Provincia e al Comune di Bolzano che hanno sottratto suolo per costruire l’ennesimo megastore. Infine bandiera nera alla Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia per aver finanziato il progetto Pramollo che sottrae la gestione idrica ai Comuni montani.