La storia di questa piccola locanda veneta, intrisa di un’ atmosfera antica, immersa in un paesaggio colmo di incanto, ha inizio dall’ incontro tra una coppia di coniugi affascinati da tutto ciò che riesce a conservare la bellezza originaria raccontata attraverso la patina del tempo, e un mugnaio, che abitava ancora il suo vecchio mulino.

Marito e moglie, architetto lui e docente di lingua straniera lei, non esitano a sceglierlo come propria principale abitazione, ammodernandolo a proprio gusto, rimettendo in funzione le enormi pale del mulino -  che nel 1700, prima ancora di essere utilizzato per la lavorazione del grano, era stato luogo di macerazione degli stracci –  facendo propria la quiete idilliaca di quell’ambientazione rimasta intatta.

Ma una volta raggiunto lo stato di grazia, i nuovi inquilini si accorgono di vivere un posto di proporzioni eccessivamente superiori allo spazio necessario per due sole persone, e così decidono di unire al progetto iniziale, un secondo proposito già covato da tempo che presupponeva l’associazione alla propria dimora, ad un un progetto alberghiero, che fosse offerto, però, nella maniera in cui le antiche locande accoglievano i forestieri di passaggio.

La locanda del Mulino nasce così, come luogo di abitazione molto amato,  che esercita, al contempo, un’attività turistica, come solo un vero oste sa fare,  all’interno di una struttura che ancora racconta  la vita di allora nelle campagne, a pochi chilometri da Treviso.