All’indomani della notizia della scomparsa della scienziata di origini italiane e cugina di Rita Levi Montalcini, Eugenia Sacerdoti, avvenuta all’ospedale di Buenos Aires all’età di 101 anni, torna alla memoria quanto, uno Stato così legato all’Italia per le passate migrazioni ed anche per aver dato rifugio a molti dei nostri concittadini come la stessa Sacerdoti, possa essere avvertito tanto vicino, nonostante sia situato nell’emisfero australe.

Eugenia Sacerdoti, che cominciò gli studi di medicina a Torino insieme a sua cugina, più giovane di solo un anno, visse a Buenos Aires dal ’39 fino alla fine della vita, terminata tra la notte di sabato e domenica. La ricercatrice, di famiglia ebraica – a cui si deve il vaccino che permise di controllare la grave epidemia di poliomielite in Argentina nel ’59 – vi trovò rifugio per sottrarsi alle leggi razziali promulgate da Mussolini.

Ma non tornò più Italia, a dimostrazione di quanto una nazione come l’Argentina sia non solo magnifica da visitare, da Buenos Aires alla Patagonia, ma anche per stabilirvisi in via definitiva.

A Buenos Aires, infatti, il clima è esattamente capovolto rispetto a Roma, perciò l’idea di trascorrervi le festività natalizie – per tutti coloro che non avessero mai provato la sensazione di indossare un cappellino da Babbo Natale su una spiaggia di un Paese caldo – potrebbe rappresentare un’ottima idea.

La capitale argentina non sorge sul mare, ma certamente a dicembre ci accoglierà con la temperatura che in Italia si avverte a giugno.