Pamplona, a 400 chilometri da Madrid, la capitale spagnola, e 200 da Saragozza, dopo essere stata la città fortificata capitale del Regno della Navarra dal X a XI secolo, nello scorso secolo ha iniziato la sua espansione sul trend della crescita industriale e ora è una delle città più visitate dell’intera Spagna.

La città si caratterizza per la sua compostezza e la ricchezza che trapela dalle sue costruzioni e dalla sua architettura. Piccola e ben curata, la cittadina, che raggiunge a stento i 200.000 abitanti, gravita quasi interamente intorno alla piazza principale, Plaza del Castillo, dalla quale si dipartono i viali alberati che conducono negli altri quartieri e nella quale sorgono i caffè all’aperto.

Il più famoso e sicuramente il Cafè Iruna, reso celebre dalle parole di Hemingway. Fu proprio lo scrittore americano a rendere nota al resto del mondo la Corsa dei Tori, raccontandola ai suoi lettori nel libro Fiesta, il “Sole sorge ancora” del 1927. Da allora la Corsa dei Tori è divenuta una delle principali attrattive della città che richiamano turisti da tutto il mondo.

Una settimana in cui la città si popola e impazzisce per celebrare il santo protettore, San Fermín, per le vie della città la gente corre rincorsa da tori inferociti in una sorta di prova di coraggio. I tori sono protagonisti delle tradizioni spagnole, come la Corrida, ma proprio in questa città si svolge una manifestazione contro lo sfruttamento degli animali.

È la Corsa dei Nudi, organizzata dal PETA (People for the Ethical Treatment of Animals), e che si tiene ogni anno proprio il giorno prima dell’inizio della Festa di San Fermín. Gli animalisti corrono seminudi per le strade per dimostrare al mondo che non è necessario torturare e maltrattare animali per il divertimento degli uomini.