Plovdiv, la città bulgara posta nella valle attraversata dal fiume Maritsa, dista un centinaio di chilometri da Sofia, ma viene considerata più importante della capitale rispetto al panorama economico e culturale di tutto il Paese.È un polo universitario che contiene in sé sia elementi storici che contemporanei ed il suo fascino è dunque impareggiabile.

Qualcuno l’ha definita «la Firenze della Bulgaria o addirittura la Parigi dei Balcani» per la presenza di spazi espositivi e museali di arte sia antica che moderna particolarmente pregevoli e di sostanziale interesse.

È piena di locali e caffè frequentati da studenti ed artisti per cui rappresenta il luogo più stimolante, dal punto di vista culturale, dell’intera nazione.

Oltretutto si presenta come «un cantiere aperto dopo la fine dell’epoca sovietica» ed è interessante menzionare anche il fatto che a Plovdiv è nato l’artista a tutto tondo, italiano di adozione, Moni Ovadia.

Come è ben noto, infatti, Ovadia, di origini ebraiche, è sia scrittore che musicista, oltre che autore di spettacoli teatrali e, all’interno del panorama italiano, è considerato un personaggio la cui opinione risulta essere autorevole.

Anche lo scenario naturalistico di questa città bulgara accompagna il visitatore nel suo viaggio alla scoperta della Bulgaria, luogo ai confini tra l’Europa e l’oriente, visto che Istanbul è facilmente raggiungibile in autobus.