Il comparto delle prenotazioni on line per i pacchetti turistici negli ultimi anni sta crescendo sensibilmente e rappresenta, in percentuale, la maggior parte delle transazioni che avvengono su Internet.

Questo accade per due motivi: da un lato c’è il risparmio assicurato dal fatto che si eliminano le commissioni di agenzia, dall’altro la comodità di poter fare tutto da casa e di personalizzare l’offerta.

Ma non tutti i siti che offrono questa possibilità sono sicuri e può capitare di imbattersi in truffe o in disservizi. I più comuni riguardano l’overbooking o la scelta di alberghi e altre sistemazioni che poi non corrispondono alla verità.

Il modo migliore per proteggersi da questa evenienza è quella di rivolgersi solo ad operatori on line conosciuti, di cui si può avere garanzia grazie al consiglio di chi li ha già utilizzati o proprio perché hanno un nome importante. Ma nel caso in cui, pur seguendo questa logica, si diventa vittime di una truffa, il consumatore on line ha diritto ad un rimborso tanto quanto coloro che si servono dei canali tradizionali.

Per ottenere il rimborso della spesa effettuata è necessario mandare la richiesta entro dieci giorni dalla data del rientro attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno, oppure, per viaggi con un costo fino a 5 mila euro, ci si può rivolgere al giudice di pace.