Le vacanze estive sono uno dei momenti più attesi dell’anno per potersi rilassare e riposare dopo un intero anno di sacrifici e di duro lavoro. Spesso, però, accade che non sempre le ferie organizzate vadano a buon fine: problemi legati al soggiorno, al trasporto, ai bagagli e ai mezzi utilizzati possono infatti compromettere la buona riuscita di una vacanza, rovinando non solo l’estate ma anche il conto in banca dal quale sono stati attinti soldi spesi per un acquisto non ben riuscito. In questi casi, però, è possibile chiedere un rimborso in quanto un danno di questo tipo viene catalogato come danno non patrimoniale per il quale il consumatore ha diritto al risarcimento del danno morale derivante dall’inadempimento o dalle prestazioni diverse e non all’altezza di quanto promesso in fase contrattuale.

Il danno in questione, però, deve “soddisfare” alcuni requisiti stabiliti dal Codice del Turismo secondo il quale la causa deve rientrare nell’inadempimento contrattuale o nell’inesatta esecuzione delle prestazioni oggetto del pacchetto turistico e l’inadempimento stesso non deve essere di poca importanza. Il consumatore dovrà poi dimostrare con prove tangibili che il disagio psico-fisico conseguente alla mancata realizzazione, in tutto o in parte, della vacanza programmata, sia dovuto ad uno specifico inadempimento contrattuale da parte del tour operator, dalla struttura o dall’agenzia di viaggio che ha venduto il pacchetto. Una volta dimostrata la reale esistenza di un danno di quest’entità il viaggiatore potrà ottenere un risarcimento che si divide in due tipi: patrimoniale per i costi sostenuti o danno esistenziale o morale.

Il consumatore potrà chiedere, in base alla sua esperienza e all’accaduto, un rimborso o un risarcimento danni. Il rimborso vacanza rovinata permette al viaggiatore di richiedere una somma pari al danno subito e può essere richiesto a causa di un impedimento imputabile all’organizzatore del viaggio o ad un suo incaricato e il valore richiesto per il rimborso dovrà essere calcolato in base al costo del servizio non erogato e alle spese extra sostenute. Il risarcimento, invece, è una richiesta che il turista dovrà esporre direttamente all’organizzatore del viaggio nel momento in cui i disservizi incontrati hanno dato origine a stress e disagio psicofisico. Il consumatore avrà diritto al risarcimento dei danni morali dovuti allo stress scaturito dalla vacanza rovinata.

Sono tanti e diversi i casi in cui un viaggiatore potrà chiedere un rimborso. Tra questi figurano le condizioni di alberghi, hotel, residence e campeggi che potrebbero essere descritti in un modo a livello contrattuale ma che si presentano in modo completamente differente nella realtà deludendo le aspettative del viaggiatore. Sono inoltre da considerarsi a tutti gli effetti valide motivazioni per un rimborso quelle legate alla durata della vacanza:

La richiesta di rimborso vacanze rovinate o il risarcimento dei danni subiti durante il viaggio è possibile nei seguenti casi, che ricordiamo essere a titolo esemplificativo e non esaustivo: se durante il soggiorno con pacchetto all-inclusive l’organizzatore del viaggio dovesse decidere improvvisamente di anticipare o posticipare la partenza di diverse ore, il viaggiatore avrà a tutti gli effetti il diritto di chiedere il rimborso della o delle giornate perse e non godute. Altre motivazione, non certo meno importanti, sono legate alla mancata consegna, allo smarrimento o al danneggiamento del bagaglio, al ritardo o alla cancellazione di un volo aereo, alla presenza di lavori di ristrutturazione nella struttura ricettiva e a tutti i disagi che possono essere causati da una mancata organizzazione come la mancanza di spiaggia o di servizi promessi nel pacchetto vacanze o, peggio ancora, dell’improvviso cambiamento della destinazione o della struttura alberghiera o del volo aereo dovuti al fatto che il tour operator abbia venduto più biglietti rispetto alla reale disponibilità dei posti disponibili.

La lettera di reclamo, di rimborso o di risarcimento del danno vacanza rovinata, che potrete compilare seguendo le indicazioni di Adiconsum che potrete trovare a questo link va spedita tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o tramite PEC. La richiesta, che va presentata entro e non oltre 10 giorni dalla data di rientro o durante il viaggio al rappresentante del posto o all’accompagnatore, deve contenere oltre ai dati del tour operator e a quelli del viaggiatore il contratto sottoscritto con l’agenzia di viaggi o altro intermediario, la descrizione di quanto accaduto con le relative motivazioni di richiesta del rimborso, completate dalla documentazione fotografica e fiscale che attestino la presenza reale del danno.