Gli abitanti di Barcellona conservano a tutt’oggi uno spirito piuttosto fiero per la storia di resistenza al fascismo che hanno alle spalle e per il fatto che la prima città della Catalogna abbia rappresentato un avamposto repubblicano che ha combattuto fino all’ultimo per la causa spagnola.

Nel 1936, alla vigilia dei giochi olimpici, gli atleti pervenuti nella città iberica decisero di rimanervi per partecipare attivamente al corpo delle Brigate Repubblicane Internazionali, divenute celebri grazie alla propaganda che ne fecero intellettuali come George Orwell ed Ernest Hemingway.

Il partito democratico di allora, chiamato Fronte Popolare, fu eletto nel mese di febbraio dello stesso anno, e diede alla regione della Catalogna l’autonomia.

Ma gli scontri tra i comunisti, gli anarchici e il Partito di Unificazione degli Operai Marxisti insieme alle altre lotte interne, sfociarono nella guerra civile del “37 che indebolì la forza di opposizione al dittatore fascista.

Quando Franco sottomise la città, la repressione che ne seguì significò anche la messa al bando della lingua catalana e del ballo tipico del territorio, la Sardana.

Alla sua morte, avvenuta nel “75, la lingua basca, quella della Galizia e il catalano furono reinserite ufficialmente anche negli istituti scolastici.

Per chi volesse assistere, poi, alla Sardana, durante l’assemblea legislativa locale, presso la Generalitat, questa danza viene eseguita diverse volte durante la settimana e non sarà difficile prenotare una camera in uno tra i numerosi  Hotel di Barcellona presenti nella zona.