Se si desidera viaggiare in Sardegna, piuttosto che prenotare, come di consueto, un alloggio per la villeggiatura durante la stagione calda, il consiglio più vivo che si può dare, è quello di visitarla in autunno o in primavera, sbarcando al porto di Olbia per poi affittare una moto e, passando per la Barbagia, giungere sulla costa ovest, fino alla penisola del Sinis.

Sardegna coast to coast, da est ad ovest, questa è una tra le maniere realmente esplorative per cominciare a conoscere l’isola.

Essendo la seconda isola del mediterraneo, la regione Sardegna è un territorio vasto e vario sia sulla costa che al suo interno.

Ad Olbia è possibile arrivarci in aereo, ma anche prendendo uno tra i tanti traghetti che collegano i principali porti italiani alla Sardegna.

Giunti quindi al porto isola Bianca di Olbia, dove saremo stati traghettati attraverso lo scenario marino magnifico compreso tra capo Figari e il misterioso isolotto di Tavolara, all’interno di un golfo pescosissimo dove è facile individuare il guizzo di qualche delfino, una volta noleggiata la motocicletta, bisogna seguire le indicazione che portano ad imboccare la statale 131, anche chiamata Carlo Felice.

Attraverso paesaggi bucolici, tra i pascoli del bestiame, viaggiando per le campagne costellate di resti nuragici, la direzione da prendere è quella per Oristano.

La spiaggia di Is Aruttas è una tra i rari esempi al mondo (una cinquantina in totale) di litorale totalmente composto da chicchi di quarzo, peculiarità che renderà questo luogo ancora più magico al tramondo, quando il pregiato minerale rifletterà i raggi rossastri del sole spandendo una luce unica.

Al ritorno è d’obbligo far tappa al Bosa, la sola cittadina sarda a sorgere su un canale navigabile.