Il solstizio d’estate. Quel magico momento in cui il sole è vicino alla Terra e si celebra la giornata più lunga, a livello di luce, dell’anno. Solitamente la festa cade il 21 giugno e, da quel momento in poi, le giornate cominciano ad accorciarsi seppur impercettibilmente. Se in Italia può essere considerata una festa come un’altra, non è così in alcuni luoghi del mondo come Stonehenge.

Qui, ogni anno in occasione del Solstizio d’Estate, migliaia di persone si ritrovano per celebrare la giornata più lunga dell’anno. Stonehenge diventa un luogo di ritrovo per neo-druidi, hippy, appassionati della cultura New Age che proprio qui aspettano di veder sorgere il sole, più o meno intorno alle 4.30. Il rituale prevede baciare le pietre e danzare attorno ad esse, accompagnati dal suono di tamburi e, chi vuole, fare yoga e meditare.

Ma perchè proprio Stonehenge? Oltre che meta di turismo e luogo di pellegrinaggio per seguaci del celtismo e della wicca, Stonehenge è considerato una sorta di antico osservatorio astronomico. Per millenni il giorno del solstizio d’estate è stato considerato sacro dalle civiltà del passato e si pensa che il circolo di pietre sia stato costruito peroprio per omaggiare e studiare la ciclicità dei solstizi e degli equinozi. Pare infatti che l’ordinamento delle pietre sia creato ad hoc per allinearsi con il primo sole il giorno del solstizio d’estate ossia quel momento che segna appunto l’inizio dell’estate.

Il sito archeologico di Stonehenge, nella contea di Wiltshire, il giorno del solstizio viene così illuminato in modo particolare e, specialmente per i drudi, seguaci di riti pagani celtici, ha qualcosa di magico. Stonehenge risale all’età del bronzo, probabilmente costruito tra il 3000 a.C. e il 2000 a.C., è composto da vari anelli concentrici, disegnati da enormi megaliti posizionati verticalmente e circondati da tombe neolitiche. La tradizione di celebrare qui il solstizio d’estate risale a moltissimi anni fa. Anche quando nel 1985 le celebrazioni a Stonehenge erano illegali, fedeli e curiosi avevano varcato a forza la zona rischiando l’arresto. In quegli anni infatti si celebrava durante il solstizio un festival musicale libero che, proprio nell’85 fu bandito dal governo britannico dopo quella che fu chiamata la “Battaglia di Beanfield“.

Insomma, esserci sembra essere quasi fondamentale.