Starbucks, secondo le parole di Howard Schultz, dirigente del celebre marchio USA ha intenzione di sbarcare (nel vero senso della parola) in una delle patrie del caffè, si proprio la nostra bella Italia con la chiara intenzione di esportare i suoi cappuccini e le sue bevande anche nel nostro Paese. La linea commerciale da anni contraria all’avvento in Italia di un prodotto in cui gli italiani sono principi pare quindi radicalmente cambiata perché Starbucks non è solo caffè e cappuccino ma un luogo di incontro dove fare 4 chiacchiere mentre si beve in pace una bevanda calda. Una sorta di pub insomma in cui a essere regina non è la birra bensì il cappuccino. Secondo le strategie di Schultz la prima città che potrà avere lo Starbucks sarà Milano, la più aperta alle novità e banco di prova di un marchio che a breve invaderà tutta la Penisola (per info su Starbucks cliccate qui).

Milano è stata infatti considerata la città ideale (forse perché più cosmopolita e dove ci sono più uomini d’affari) per testare il marchio in Italia. I milanesi infatti sembrerebbero più aperti alle novità vista la dinamicità e al propensione verso il futuro che ha l’intera regione Lombardia. Per questa ragione la direzione Starbucks pensa che la cittadinanza non sia legata alla tradizione italica del caffè fino all’eccesso come le altre principali città italiane (per ulteriori info su Starbucks cliccate qui).

Il responsabile dello Starbucks Italia Fuculli garantisce che gli Starbucks italiani saranno ‘italianizzati’, cioè venderanno caffetteria tipicamente italiana e in minor misura quelli più stravaganti americani, con la chiara intenzione di far affezionare la nuova clientela (per altre info su Starbucks cliccate qui).

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