Il calcolo della tanto odiata tassa di soggiorno potrebbe subire una radicale modifica. Ad annunciare le novità allo studio del Governo Renzi è stato il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, nel corso del convegno di Airbnb svoltosi  oggi a Roma. L’esponente del PD ha spiegato che la tassa di soggiorno così come è formulata non fa altro che confondere i turisti. Gli ospiti degli alberghi che hanno saldato il conto in anticipo con la carta di credito si ritrovano a pagare la tassa separatamente, rimanendo spesso spaesati anche dagli importi differenti applicati in base alla tipologia di albergo, al periodo e alla località.

Ricordiamo infatti che la tassa di soggiorno è un’imposta locale introdotta nel 2009 con il federalismo fiscale. Ogni Comune può scegliere se adottarla o meno in base alle esigenze di bilancio o politiche. L’attuale sistema secondo Franceschini favorirebbe anche l’evasione. Per garantire più equità e trasparenza e non penalizzare alcune Regioni il ministro ha proposto di non tenere conto delle stelle dell’albergo, un sistema ormai datato e superato dalla valutazioni lasciate dai clienti sulle piattaforme web:

Bisogna prevedere che sia una percentuale del costo della camera. La tassa va pagata con il conto della camera e non separatamente in un secondo momento. È una cosa che è capitata anche a me e che confonde il turista. Fa bene Airbnb a farla pagare con la carta di credito subito.

La replica del Codacons: tassa di soggiorno va abolita

Secondo il presidente del Codacons Rienzi la tassa di soggiorno va  invece abolita:

Il problema della tassa di soggiorno non risiede nel sistema delle stelle degli alberghi, ma nell’esistenza stessa della tassa. Si tratta di un balzello odioso, che gli utenti pagano mal volentieri e che è vissuto come una ingiusta imposizione.

Per Rienzi la tassa di soggiorno non fa altro che danneggiare l’industria turistica. Il presidente del Codacons sostiene che se il Governo vuole davvero sostenere il turismo deve rimuovere gli ostacoli, non riformularli.