Non c’è luogo di Parigi più tranquillo di Montmartre.

Situato su una collina, questo quartiere ha la tipica atmosfera di paese, con le luci al neon di Pigalle, il romantico dedalo di stradine e le casette vicine una all’altra.

Arte, musica e vino, con un pizzico di ironica irriverenza nei confronti di autorità e tradizioni, hanno contribuito a fare di Montmartre il mito che vive ancor oggi, con i leggendari cabaret dell’Ottocento tra cui il famosissimo Moulin Rouge, situato proprio al centro di questo quartiere.

Monmartre fu incorporato nella città di Parigi nel 1860, in qualità di diciottesimo arrondissement.

Alla fine dell’Ottocento i proliferanti cabaret, i bordelli della zona e le varie attività spesso illegali gli conferirono la reputazione di quartiere depravato e ciò contribuì certamente ad attirare inevitabilmente pittori, artisti bohemien, scrittori e semplici borghesi in cerca di emozioni.

Ancor oggi Montmartre è in gran parte un amalgama di romanticismo, poesia, sesso e commercio. Il Moulin Rouge è frequentato ogni sera da turisti e dagli stessi parigini per una serata che potremmo definire “folkloristicamente trasgressiva”, Place du Tertre è gremita dai ritrattisti e invasa dall’odore penetrante delle crepes sulle bancarelle.

Dalla sua cima, la caotica, turbinante e affaccendata Parigi sembra lontana chilometri.