Dopo Booking ed Expedia, anche TripAdvisor finisce nel mirino dell’Antitrust. Come annunciato dalla stessa Autorità garante per la concorrenza e il mercato, è stato aperto un procedimento per pratica commerciale scorretta, scelta derivata “alla luce delle numerose segnalazioni pervenute da parte di consumatori, di proprietari di strutture turistiche e dell’Associazione Unione Nazionale Consumatori“. La verifica mira a stabilire se TripAdvisor adotti tutte le misure necessarie per impedire la pubblicazione di informazioni false o parziali.

Si tratta di una questione differente rispetto a quella  che riguarda Booking ed Expedia, gli altri due colossi del turismo online su cui il Garante ha inteso indagare. In questi due casi, infatti, l’azione  è volta a chiarire se alcune clausole che i due portali siano o meno restrittive della concorrenza; su TripAdvisor, invece, andrà stabilito se la società sia o meno corresponsabile delle innumerevoli false recensioni che disorientano gli utenti e di fatto influiscono scorrettamente sulle dinamiche del mercato turistico.

Una faccenda annosa, dal momento che già due anni fa uno studio della Cornell University aveva dimostrato l’esistenza di una sorta di “mercato nero” di false recensioni, pagate lautamente dalle aziende dirette interessate; e che non riguarda soltanto l’aspetto commerciale, ma anche la buona reputazione degli esercenti onesti. Ora, forse, si arriverà a una svolta.