Non è la prima volta che si sentono critiche e lamentele su TripAdvisor, il sito internet che da a tutti la possibilità di esprimere in modo libero e gratuito giudizi e recensioni su alberghi, ristoranti, bar e altre strutture turistiche (il sito nel mirino dell’Antitrust). I dubbi più diffusi sono spesso relativi alla veridicità di tali commenti e, infatti, qualche ragione di essere scettici c’è: un caso bizzarro ad esempio è quello denunciato in questi giorni da Federalberghi (un ristorante vieta l’ingresso a chi usa Tripadvisor).

L’associazione degli albergatori ha denunciato all’Antitrust l’inaffidabilità del servizio dopo la comparsa di alcune recenti recensioni dell’Hotel Regency di Roma, una struttura in realtà chiusa dal 2007. L’operatore ha cancellato i commenti falsi subito dopo l’accusa e si è difeso affermando che le recensioni fittizie rappresentano solo una minoranza dei casi. Questa percentuale “irrisoria però” però, secondo i ricercatori di Gartner (un famoso centro di ricerca americano), oscillerebbe tra il 10% ed il 14%, ciò significa che, se TripAdvisor pubblica più di cento milioni di recensioni, quasi quindici milioni sono truccate (un’hotel mula chi fa recensioni negative).