Nonostante i comprensibili timori in grado di influenzare negativamente la scelta della prossima destinazione, la Tunisia resta una meta da segnalare, grazie alla rinnovata atmosfera da cui è permeato questo affascinante territorio, dopo la destituzione dell’ex capo di governo del Paese, il dittatore Zine El-Abidine Ben Ali.

Nella piazza centrale della sua capitale, rinominata 14 gennaio in seguito alla rivolta che ha contagiato gli altri Paesi nordafricani rovesciandone i rispettivi governi, è possibile incontrare Mehdi Houas,  l’attuale ministro del Turismo e del Commercio, a passeggio senza la protezione delle guardie del corpo.

Ciò che Houas vuole lasciare intendere è che a Tunisi, come più in generale nel resto del Paese, non si corre più alcun pericolo di sorta.

La Tunisia, oggi, rispetto ai mesi appena trascorsi – quando i tragici accadimenti dovuti ai disordini della rivoluzione hanno turbato l’opinione pubblica determinando il blocco del settore del turismo – è un luogo che ha ritrovato l’orgoglio civile e dove si respira aria di libertà.

Naturalmente si tratta di un periodo dove acquistare uno dei tanti viaggi che si trovano in offerta per la Tunisia, implica un considerevole risparmio economico.

Pare che il centro di Tunisi sia popolato da artisti, intellettuali ma soprattutto giovani studenti, risarciti di una rinnovata speranza per il proprio avvenire.

Come dichiarato da una laureanda di ventun’anni, Souad: «Io c’ero il 14 gennaio e gridavo insieme con tante mie coetanee per un avvenire diverso».