L’Associazione Italiana Turismo Responsabile afferma: “Esiste un modo di viaggiare la cui prima caratteristica è la consapevolezza: di sè e delle proprie azioni, anche quando sono mediate dal comprare (un biglietto, un regalo, una stanza per dormire); della realtà dei paesi di destinazione (sociale, culturale, economica, ambientale); della possibilità di una scelta meditata e quindi diversa. Questo è Turismo Responsabile: un viaggiatore etico e consapevole che va incontro ai paesi di destinazione, alla gente, alla natura con rispetto e disponibilità. Un viaggiatore che sceglie di non avallare distruzione e sfruttamento , ma si fa portatore di principi universali: equità, sostenibiltà e tolleranza”.

E’ vero, il turismo è svago, divertimento, scoperta, avventura, arricchimento, guadagno, fuga. Ma il turismo è anche iniquità, immoralità, depravazione, sfruttamento, fuga. E cosa bisgona sostenere allora? Semplice, bisogna avere un approccio al turismo sostenibile, tenendo in mente questi elementi chiave:

  • rispetto e salvaguardia dell’ambiente e in particolare dell’ecosistema e della biodiversità, con minimizzazione dell’impatto ambientale delle strutture e delle attività legate al turismo;
  • rispetto e salvaguardia della cultura tradizionale delle popolazioni locali;
  • requisito di consenso informato da parte di tali popolazioni sulle attività intraprese a scopo turistico;
  • dove è possibile, partecipazione attiva delle popolazioni locali nella gestione delle imprese ecoturistiche;
  • in ogni caso, condivisione con esse dei benefici socio-economici derivanti dal turismo

Brevemente e per concludere il turismo sostenibile è un modo di fare turismo senza distruggere o penalizzare il panorama, il mare e l’ambiente.

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