Anche se negli ultimi anni gli itinerari gastronomici hanno portato questa piccola regione ad essere una delle mete più in voga tra i turisti eno-gastronomici, ancora non tutti conoscono la magia e la bellezza di questi luoghi.

Colline punteggiate di piccoli paesini, inerpicati con le loro torri e i loro castelli sulle pendici delle alture, in mezzo ad un  verde smeraldo che difficilmente si riesce a vedere in altri paesi. In autunno il paesaggio si tinge di rosso e marrone e il profumo dell’uva e del mosto si diffonde nell’aria.

E proprio alla tradizione del vino che si produce in queste terre che si è ispirato Arnaldo Pomodoro e il suo studio per la realizzazione di Carapace, la grande cantina disegnata appositamente per celebrare uno dei vino umbri migliori, il Sagrantino di Castelbuono. L’opera è stata commissionata dalla famiglia Lunelli, una delle maggiori produttrici di vino della zona.

Un’opera unica nel suo genere, un luogo che riesce a mescolare arte e natura in un modo unico, mai sperimentato prima. Carapace non è solo un’opera d’arte, ma una vera e propria cantina in cui si lavora per la produzione del vino.

Presentata alla Triennale di Milano, Pomodoro ha voluto chiarire il perché della forma e del nome di questa sua nuova creazione:

Osservando il luogo, le dolci colline umbre della tenuta Castelbuono dove si ergono i vigneti, allo scultore viene l’idea di una forma che ricorda la tartaruga – simbolo di stabilità e di longevità – e che unisce richiami di arcaicità con l’efficacia di un’estesa copertura.