I soggetti allergici sanno benissimo quanto una vacanza all’insegna dell’aria buona sia salutare e permetta di far prendere una boccata d’ossigeno alle vie respiratorie, soprattutto nei casi di asma allergica.

Sergio Harari Direttore Unità Pneumologia all’Ospedale San Giuseppe di Milano in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera spiega come si debba innanzi tutto tener conto del fatto che in questi anni le allergie sono molto aumentate nei Paesi occidentali.

Negli ultimi anni si è stimato che circa un adulto ogni 6 è allergico, il 20% poi soffre di rinite allergica, e il 10% accusa disturbi quali la congiuntivite allergica o l’asma bronchiale.

Percentuali molto più alte si registrano se guardano le stime pediatriche cittadine.

L’inquinamento di certo ha un ruolo determinante nell’aggravare le allergie, resta in dubbio però il fatto che possa provocarne direttamente l’insorgenza, sebbene alcuni studi abbiano segnalato l’ associazione tra biossido di azoto  (gas prodotto soprattutto dagli autoveicoli e dagli impianti di riscaldamento) e aumentato rischio di sviluppo di rinite allergica e asma.

La causa che maggiormente provoca effeti allergenici è data infatti dai pollini che, con l’inquinamento, stazionano maggiormente nell’aria che respiriamo.

Per questo concedersi una vacanza, soprattutto al mare, può aiutare i nostri bronchi a respirare meglio e soprattutto aria più pulita