Dalla vacanze, seppur più rilassati e in forma, torneremo con un quoziente intellettivo inferiore rispetto a quello con cui siamo partiti.

Ad avvertire di questo piccolo inconveniente vacanziero è lo psicologo Glenn Wilson del Gresham college di Londra che ha condotto uno studio sugli stimoli che il nostro cervello subisce durante i giorni di villeggiatura.

Sembra che la fisiologia del viaggio che comporta attese, prenotazioni e molte volte anche lunghe attese per via dei ritardi dei mezzi di trasporto implichi uno stress deleterio per il nostro cervello che si abitua così a immagazzinare eventi esterni senza metabolizzarli, ma scaricandoli solamente al livello nervoso.

Non fosse poi che per chi si dirige verso mete balneari c’è un valore aggiunto: il sole e i continui bagni al mare inducono addirittura secondo lo studio inglese alla distrazione dei lobi frontali.

Forse si tratta di uno studio pessimistico: da che mondo è mondo un po’ di sano relax non ha mai distrutto alcuna mente geniale.

Ad ogni modo il consiglio più in generale è proprio quello di procacciarsi la giusta dose di rilassamento durante la permanenza in vacanza, evitate di dare troppo peso ai ritardi o agli inconvenienti che possono sopraggiungere durante il viaggio. Fanno parte del gioco e molto spesso possono addirittura rappresentare un sano divertimento in compagnia. Basta non prendere nulla troppo sul serio e godersi la villeggiatura.